Il Polittico del Luini

Sull’altar maggiore della chiesa della Torre stava allora il famosissimo polittico dovuto al pennello del celebre Bernardino Luini (1480-1532) citato in un Inventario cinquecentesco di S.Sisinio (Archivio della parrocchia) e più tardi ancora negli Atti della visita pastorale di mons. Gio. Ambrogio Torriani, vescovo di Como, avvenuta nel 1669, il quale lasciò scritto: 

 

‘Iconem habet in tabula depictam eleganti manu LUINI PICTORIS factam, B.M.V. Infantem Iesum tenentem ac SS. Laurentii (sic) et Martini a lateribus cum martyrio S.Sisini Titularis; in parte inferiori eiusdem Iconis alijs 4 Sanctis procoronide’ (AVL, Fondo visite pastorali), che significa:

 

‘C’è per icone una tavola dipinta dalla mano elegante del pittore LUINI; rappresenta la Beata Vergine Maria che tiene in braccio il Bambino Gesù fra i Santi Lorenzo e Martino (ai lati) e il martirio di S. Sisinio; nella parte inferiore della stessa icone (sono) quattro altri Santi quasi come cornice’.

 

Il Polittico del Luini, schema di ricomposizione originale Il telaio che sorreggeva il Polittico del Luini, come si presenta oggi, dietro al quadro raffigurante San Sisinio

X,Y:

probabile Annunciazione

C:

Sant'Alessandro

F: 

Il voto dei Santi

A:

Madonna, San Sisinio e Martino

D:

Sant'Anna

G:

Ordinazione, disputa. martirio

B:

Santo Stefano

E:

Santa Caterina

H:

I corpi dei tre Martiri

 

Dobbiamo innanzitutto rettificare (e il visitatore dev'essere stato malamente informato) che il santo che si vede a sinistra della Vergine è S.Sisinio in vesti diaconali di rito ambrosiano (e non S.Lorenzo), cioè uno dei titolari della nostra Chiesa (gli altri due, Martirio e Alessandro, sono spesso dimenticati), ciò che è confermato dalle scritte in oro: S.Sixinus e S.Mart.us.

Nel 1524 Bemardino Luini portò a termine il polittico in più scomparti e la predella con la Madonna, i Santi e le storie di Martirio, Sisinio e Alessandro, in esecuzione del testamento di Cristoforo della Torre di Guido, rogato il 16 aprile 1523.

Il Torriani, infatti, trovandosi ammalato, stabiliva che dai suoi eredi ‘dentur et numerantur super bonis suis, Ecclesiae sancti Suxeni de Mendrisio, ubi vult sepeliri debere, florenos decem. etc. semel tantum, pro faciendo unam anchonam in dicta Ecclesia et hoc in remedio animae ipsius testatoris’ e cioè che dessero, tratti dai suoi beni, alla chiesa di S. Sisinio, dove voleva essere sepolto, fiorini dieci una volta (sol)tanto perché si facesse un’ancona e ciò in rimedio dell’anima dello stesso testatore.

Lo splendido dipinto fu esposto nel 1953 alla mostra del Lumi tenutasi a Villa Olmo di Como, parzialmente ricomposto per l’occasione.

Nell’anno 1793 si tenne una importante riunione parrocchiale nella chiesa di S.Sisinio alla Torre, presieduta dal nob. sacerdote Agostino Torriani, fratello del prevosto don Ambrogio, a ciò delegato dal vecchio priore Carlo Felice Quartironi, nella quale si addivenne alla risoluzione di vendere il grande quadro dell’altar maggiore perché cominciava a subire il tarlo e si sperava in un buon affare a favore della Chiesa assai povera. La vendita di questo quadro preziosissimo fu una turlupinatura per i poveri parrocchiani, niuno dei quali poteva conoscere l’alto valore di un quadro simile in tempi di buona fede e di corta vista com’erano quelli di quell’epoca. (SEM pag. 95 e seg.)

Infatti la pala, in tavole di pioppo, suddivisa in 10 scomparti ‘fu venduta col permesso del vescovo Rovelli al signor Giulio Sacchi di Varese, al prezzo di Lire 2750 , nel 1796'.

Seppure smembrata, rimase nelle sue parti a Milano fino al 1885, anno in cui la predella (tre pezzi) e gli scomparti laterali (quattro pezzi) andarono ad arricchire due collezioni private di Londra e precisamente i quattro santi Stefano, Alessandro, Anna e Caterina la collezione Ruston e la predella, la più bella che il Luini dipingesse mai, con i fatti dei santi Sisinio, Martirio e Alessandro, la collezione Benson.

Già nel 1911 risultavano disperse le due parti alte che rappresentano probabilmente una 'Annunciazione'.

Lo scomparto centrale raffigura certamente la più suggestiva tra le Madonne dipinte dal Luini, in cui è anche notevole l’affascinante ambientazione del gruppo in pieno paesaggio.

 

Il Polittico del Luini, particolare della Pala centrale (A)

 

I plinti e il riquadro centrale della predella illustrano rispettivamente: Il Voto; l’Ordinazione dei tre Santi, la Disputa all’altare di Saturno; l’Uccisione di Martirio e Alessandro e il Martirio di S. Sisinio.

Oggi (1978) gli scomparti del polittico sono dispersi nelle seguenti collezioni:

Torino (Collezione Di Rovasenda); New York (Casa Duveev); Gran Bretagna (Collezione del marchese di Normanby); Philadelfia (Collezione Johnson).

 

Luca Beltrami e il critico d’Arte A. Venturi hanno messo in risalto l’alto valore pittorico e artistico della tavola luinesca, affermando fra l’altro che 'per la freschezza immediata della illustrazione, per l’agreste poetica dei fondi di paese, essa è forse la pagina più significativa e completa del pittore, quella che maggiormente ce lo rivela'.

Le quattro figure di santi, laterali allo scomparto centrale ‘sono notevoli per il disegno largo che assegna loro grandiosità malgrado le piccole dimensioni dei riquadri nei quali il Luini ha dovuto contenere quelle figure'; ed anche i cinque riquadri della predella, con gli episodi ricordati, 'sono nuove testimonianze della facilità con la quale il pittore, malgrado l’angustia dello spazio, sapeva svolgere ed animare le scene più complesse senza mai cadere in quelle minuzie che erano troppo contrarie al temperamento suo'.

Nel 1797 in un’assemblea parrocchiale alla Torre si espose ‘che parte della somma percepita dalla vendita della pala è servita per pagare un altro grande quadro' (l’attuale di cm 220 x 315) che troneggia sull’altar maggiore, opera egregia di Giovan Battista Bagutti di Rovio (1742-1823).

La Pala del Bagutti che ha sostituito il Polittico del Luini

Esso rappresenta il martirio di S. Sisinio dipinto dal Bagutti mentre era nel pieno della sua attività artistica.

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